Pesce fuor d’acqua

giugno 26, 2009

Quante volte vi è capitato di sentirvi fuori luogo, circondati da persone con cui non trovate nessun argomento di conversazione, se non le più banali banalità, che dopo la dissertazione sul clima (fa caldo, fa freddo, non ci sono più le mezze stagioni), e poi magari sul locale dove sei (ah c’è tanta gente stasera, di solito ce n’è meno, dipende dal giorno) e cagate del genere, ti guardi in giro e vorresti solo scappare e ovviamente senza far capire il palese imbarazzo nel non sapere cosa dire, cosa fare… E quando ti capita inizi a porti il dubbio se il problema sei tu o sono loro… ma se ci pensi bene ti vengono in mente le ore e ore di conversazioni fatte con altre persone, con cui evidentemente sei più in sintonia e capisci che NO, il problema non sei tu.
Comunque la soluzione sembra a portata di mano… evitare certe situazioni, certi contesti, e di conseguenza le persone con cui ci si trova a fare “scena muta”, ma il problema si pone quando queste persone, inspiegabilmente, sono amici di amici, o peggio amici di fidanzati, o peggio del peggio, fidanzate/i dei propri amici… che tu ti chiedi, ma come c….o fai a starci insieme???… però alla fine in qualche modo te li devi subire, perché non puoi/vuoi rinunciare a vedere questi amici…
Non c’è peggior cosa forse del dover prendere le distanze dalle persone con cui ci si trova, della serie “no, ma non sono miei amici, ci esco soltanto così, ogni tanto” per ovviare al palese imbarazzo di essere accomunati a persone con cui appunto non si ha nulla a cui spartire!
Per cui passi l’uscire giusto per uscire, ma è meglio fare un’accurata selezione delle proprie amicizie, ogni tanto, come dice una saggia persona, fare un po’ di pulizia. E sapere di avere delle persone su cui poter contare oltre a quelle con cui andare a bere qualcosa tanto per…

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Oggi ho ricevuto un regalo fantastico, almeno per me che amo viaggiare e tenere nota delle esperienze vissute, e poi organizzare il tutto prima di partire! Grazie!!! Lo consiglio a tutti i viaggiatori!

il ritorno del Rocci

giugno 19, 2009

Prende sempre più corpo in me la sensazione di essere tornata sui banchi di scuola, al liceo… le lezioni noiosissime dei professori, le adorate favole mitologiche, le tragedie greche, Euripide, Sofocle, Eschilo, la poesia latina, l’Iliade, l’Odissea… belli finché non arriva il momento di tradurli… e il latino ancora passi… ma il greco, oh che fatica il greco… ore e ore a accecarsi sul Rocci… compagno inseparabile per cinque anni! E poi finito il liceo archiviato… all’università il rigetto… niente esame né di greco né di latino… e ho pensato che fosse una parentesi chiusa, le nozioni grammaticali pian piano sfumano, si lo sai ancora leggere e scrivere, distingui un verbo da un sostantivo, ma gli aoristi, i perfetti e tutto il resto chi se li ricorda più? Ma a volte ritornano… e allora eccolo là, il Rocci, nel terzo cassetto della scrivania… e nulla sembra cambiato… o forse qualcosa sì, adesso mi pagano per fare le versioni… però la voglia è sempre la stessa… pari a zero…

sincerità…

giugno 18, 2009

No, tranquilli, non è un post sulla canzone di Arisa… era solo una considerazione… va bene essere sinceri, ma devi per forza spiattellarmi in faccia che sono ingrassata e indurmi così al tragico confronto con la bilancia, che impietosa conferma la triste verità… che forse era evidente anche prima ma se nessuno te lo dice ci fai meno caso…

E pensare che sto anche andando in palestra…

Grazie

giugno 12, 2009

Ah comunque dimenticavo, grazie a tutti per l’accoglienza nella blogosfera, blogopalla o come dir si voglia! spero di riuscire a essere più presente di quanto non sia stata fino a oggi… ma mi devo abituare a scrivere post un po’ più celermente, i primi sono stati un parto!

cinica?

giugno 7, 2009

Pensare che una comunanza di idee dal punto di vista morale, ideologico e valoriale sia la base per un rapporto di coppia vuol dire essere cinici??? Beh forse se prendiamo la parola cinico nella sua accezione originale, per cui il cinico era “colui che sosteneva come unico ideale perseguibile l’eudemonia, la felicità, da raggiungersi attraverso l’indifferenza verso i beni esteriori”, allora sì.

Sarò troppo razionale, troppo disillusa o quello che volete ma penso proprio che certe cose non si possano superare solo con l’amore… la realtà è un’altra e sui valori e le idee non si può scendere a compromessi…

Io rispetto le idee e le opinioni altrui, ma da lì a condividere la mia vita con una persona che la pensa in maniera diametralmente opposta a me ce ne passa… Il luogo comune secondo cui gli opposti si attraggono rimane appunto quello che è… un luogo comune!

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